Obama a Buchenwald

5 giugno 2009

DRESDA (Germania) - La visita al campo di sterminio di Buchenwald, in Germania, la prima di un presidente americano. È questo uno dei momenti più simbolici e toccanti del viaggio di Barack Obama in Medio Oriente e in Europa. L’inquilino della Casa Bianca ha visitato il lager in cui furono uccise oltre 56 mila persone, accompagnato dalla cancelliera Angela Merkel, dal premio Nobel Eli Wiesel, un superstite di Buchenwald e da Bertrand Hertz, un altro superstite. I quattro hanno deposto una rosa bianca sul monumento che ricorda «tutte le vittime» del campo di sterminio. Obama ha chinato lievemente la testa, in raccoglimento, prima di allontanarsi dal memoriale. «Non dimenticherò mai cosa ho visto oggi qui a Buchenwald» ha detto il presidente americano nel discorso pronunciato dopo aver visitato il lager. «Questo posto è una risposta a chi nega l’Olocausto». «Il passare del tempo non ha diminuito l’orrore di questi luoghi» ha detto ancora Obama, aggiungendo che «l’indignazione per quanto è avvenuto non è diminuita». «Mi inchino davanti a tutte le vittime» del nazismo, ha detto la Merkel, al termine della sua visita a Buchenwald. In una intervista alla Nbc andata in onda prima della sua visita al campo di concentramento, Obama ha affermato che anche il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad dovrebbe visitare Buchenwald. «Non ho pazienza con chi nega la storia. E la storia dell’Olocausto non ha nulla di ipotetico», ha detto Obama del leader di Teheran, che di nuovo questa settimana ha definito il genocidio di sei milioni di ebrei sotto il nazismo «il grande inganno».

«PRONTI AL DIALOGO» - Nel corso di una conferenza stampa a Dresda con la Merkel, tenutasi prima della visita a Buchenwald, il presidente americano aveva comunque spiegato che gli Stati Uniti sono pronti ad avviare «un dialogo serio» con l’Iran che dovrà essere portato avanti in collegamento con il «5+1», il gruppo di mediatori formato dai membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu più la Germania. «Dobbiamo evitare una corsa agli armamenti in Medio Oriente», ha sottolineato Obama.
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Dagli abbastanza corda

5 giugno 2009

Mariastella Gelmini

Mariastella Gelmini

Sono sicuro che lo avete già sentito dire almeno una volta, in sala d’aspetto o sull’autobus o a un pranzo di parenti: fino all’anno scorso la scuola italiana era un covo di delinquenti, poi è arrivata lei col voto in condotta, e adesso finalmente le cose vanno meglio. Vedrete che tra un po’ lo diranno anche le statistiche.

Davanti a chi la pensa così, che argomenti puoi trovare? Far notare che il voto in condotta in pratica esisteva anche prima? Sì, ti diranno: ma non era in decimi. Per qualche ragione misteriosa pare che “Cinque” sia molto più eloquente e severo di “Non sufficiente”. Oppure potresti cercare di descrivere il subdolo sistema, rozzo e allo stesso tempo raffinato, con cui il genio della Gelmini ha incastrato gli insegnanti in un capestro di circolari contraddittorie. Otterrai il risultato di annoiarli per un paio di minuti finché, al terzo documento che citi, scrolleranno le spalle e ti diranno che questi sono dettagli; l’importante era dare un segnale e il Ministro l’ha dato: chi prende cinque è respinto, punto.

Così alla fine ho pensato di ambientare tutto nel far west, almeno ai leghisti piacerà.
Mettiamola così: a un certo punto la contea di Tucson era impestata dalla piaga dei ladri di bestiame. Arrivavano da nord, da sud, da levante, da ponente; seminole, sioux, irlandesi, polacchi, canadesi, messicani; per tacere dei ladri indigeni e di quelli che rubavano perché non volevano sembrare di meno dagli altri. Le statistiche sulla criminalità erano impietose: la contea risultava la meno sicura dell’Arizona. Finché non ci furono le elezioni, e le vinse (prevedibilmente) il candidato del Partito del Cappio. La notte dello spoglio delle schede il nuovo sindaco si affaccia al balcone del primo piano del saloon, ringrazia la popolazione, e promette solennemente che farà impiccare tutti i ladri di bestiame. Applausi. Applaudono anche i numerosi ladri presenti: un po’ per non sembrar da meno, un po’ perché anche loro ormai sono convinti che ci si debba dare una regolata, non si può più andare avanti così. Prosegui la lettura…

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Test Prove invalsi 2009

5 giugno 2009

ebbene si, io non sono + in terza media, ma, conoscendo il puro terrore rappresentato dalle prove invalsi (io le feci per la prima volta, il ‘94 fu una classe pilota) decido di mia spontanea volontà dirvi dove trovare quelle che sono le “simulazioni di prova” si, lo sò che le avete già fatte, ma queste provengono dal sito del Ministero dell’istruzione della repubblica Italiana.. ok, non vi faccio aspettare altro:

Prova di Italiano che si terrà il 18 giugno:
Argomenti contenuti:

  • Parte A. Comprensione della lettura:
    - comprensione locale e globale del testo (riconoscimento delle informazioni implicite essenziali, riconoscimento della gerarchia tra le informazioni esplicite, confronto di contenuti testuali, sintesi);
    - organizzazione logico-semantica (relazioni interne alla frase: tempo, spazio, causa, fine, mezzo, modo, ecc.; relazioni tra frasi indipendenti: motivazione, esemplificazione, opposizione, successione temporale);
    - lessico (significato contestuale delle parole, sinonimia).
  • Parte B. La riflessione sulla lingua (categorie grammaticali):
    - le parti del discorso (verbo, avverbio, aggettivo, nome, congiunzioni);
    - la frase (coordinazione e subordinazione).

ESEMPI DI PROVE DI ITALIANO
Primo esempio[pdf]
Secondo esempio[pdf]
Terzo esempio[pdf]

Prova di Matematica che si terrà il 18 giugno:
Argomenti contenuti:

  • Dominio contenuti:
    - numeri (numeri naturali, frazioni e decimali, interi, rapporto, proporzione, percentuale);
    - geometria (rette ed angoli, figure piane e solide; congruenza e similitudine; teorema di Pitagora e sue applicazioni; rappresentazione di punti, segmenti e figure sul piano cartesiano; simmetria);
    - relazioni e funzioni (espressioni algebriche, equazioni e formule, relazioni, rappresentazione grafica di funzioni di proporzionalità diretta e inversa);
    - misure, dati e previsioni (attributi ed unità; strumenti, tecniche e formule; raccolta di dati e organizzazione; rappresentazione dei dati; interpretazione dei dati; probabilità).
  • Dominio cognitivo:
    - capacità di eseguire algoritmi (di routine o non di routine);
    - uso di linguaggi specifici;
    - sensibilità numerica e geometrica.

ESEMPI (anche se ce ne è solo uno..)
primo esempio[pdf]

Queste notizie aggiornate in tempo reale sono state per me fondamentali, visto che essendo stato il mio anno un anno pilota i professori non sapevano dirci nulla.
Comunque.. come si dice in questi casi In Bocca Al Lupo!

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Un po di Politica

5 giugno 2009

Resto e rimango schifato dalla quantità di porcate che fà il nostro primo ministro Silvio Berlusconi, vorrei pubblicare l’ultimo articolo che ho letto ma non voglio che questo vacillante blog diventi un media che parla di Berlusconi e che non parla di quello che succede nel mondo, perciò in vista delle elezioni europee, vi descrivo in sommi capi il programma delle europee di ciascun partito, mi raccomando votate responsabile!
Intanto un elenco dei Maggiori partiti presentatisi alle europee
Programma sinistra e Libertà
Programma Radicali
Programma Italia dei Valori
Programma Lega Nord
Programma del PD
Programma P2
Programma Popolo delle Libertà
Programma Rifondazione Comunisti italiani
.

Faccio notare solo una cosa, nel sito del popolo delle libertà non si parla minimamente del programma..

Saluti, e vota responsabile! Prosegui la lettura…

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Quosque tandem, Catilina, abutere patientia nostra?

29 maggio 2009

Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?

o meglio.. Fino a quando,Silvio, abuserai della nostra pazienza?

Mentre Pompeo era impegnato in Oriente, la repubblica visse uno dei suoi momenti più critici in conseguenza delle trame di Lucio Sergio Catilina. Appartenente a una famiglia patrizia di secondo piano(la gens Sergia NDR), Catilina si era guadagnato una triste fama come sanguinario esecutore delle stragi scatenate da Silla. Avvendo tentato pià volte invano di farsi eleggere console, carico di debiti e in problemi giuridico-finanziari egli decise di raggiungere il potere per via illegale. Il suo seguito era rappresentato in massima parte da ex sillani, ma egli faceva leva anche sul malessere delle masse urbane e rurali impoverite.
Il piano eversivo, che prevedeva l’assassinio dei consoli, fu preparato con molta superficialità. Uno dei consoli del 63 a.C., Marco Tullio Cicerone, informato della congiura pronunciò in senato alcune memorabili orazioni (le Catilinarie) per denunciare il grave pericolo in cui versava la repubblica [...] morì nel 62 a.C. a pistoia..
(Tratto da: De Corradi, Giardina, Gregori © Profili di storia antica e medievale)

Ora vi riporto all’attenzione alcune parti di questo testo: carico di debiti e in problemi giuridico-finanziari egli decise di raggiungere il potere per via illegale.

Non vi ricorda forse qualcuno?? si, qualcuno che ormai 15 anni fà entrò in politica.. si, mi ricordo.. diceva che voleva liberare l’italia dai comunisti, che voleva riportare la democrazia.. che cara persona, un politico della sua levatura, che mai avrebbe pronunciato Gaffe di fronte a politici di livello internazionale, che avrebbe detto al cancelliere Merkel no scusi sto finendo la telefonata..
2000 anni fà le cose però andarono diversamente da oggi, una volta, in una repubblica Oligarchica (quindi tecnicamente con molte meno libertà di adesso) era possibile bloccare chi iniziava a fare queste porcate.. si è vero, Catilina non possedeva tutte le televisioni del paese e si accingeva a comprare anche i giornali.. ma erano altri tempi quelli, adesso devo sbrigarmi, sennò il Grande Fratello (vedi 1984 di Orwell) mi becca che non stò ad adorare il mio unico e vero dio… Silvio Berlusconi

Cosa non sai ancora sui pirati somali

22 maggio 2009

Leggo ora sul Corriere della Sera che una nave italiana antipirata ha catturato dei Bucanieri.. ma sento anche, che non ci stanno raccontando tutta la storia, anche dal punto di vista somalo, così ho trovato un articolo del giornale inglese the Independent e tradotto da Comedonchishotte
l’articolo di fatto si riferisce a eventi passati.. ma è molto attuale, e deve farvi riflettere

DI JOHANN HARI
The Independent

Da Repubblica.it (20/04): “Il Puntland contro il Buccaneer ‘Doveva sversare rifiuti tossici’”. Le accuse mosse dalle autorità della regione semi-autonoma della Somalia al rimorchiatore italiano sequestrato dai pirati. La società Micoperi: “Era vuoto”.

Chi avrebbe immaginato che, nel 2009, i governi mondiali avrebbero dichiarato una nuova Guerra ai Pirati? Mentre state leggendo quest’articolo, la British Royal Navy – con il sostegno dalle navi di più di due dozzine di stati, dall’America alla Cina- sta navigando verso le acque somale per affrontare uomini che noi ci figuriamo ancora come furfanti da sceneggiata con tanto di pappagallo sulla spalla. Presto inizieranno a combattere le navi somale e a cacciare i pirati sulla terraferma, in una delle regioni più piegate della terra. Ma dietro alla stravaganza del tipo ‘avanti-miei-prodi’ che questa storia racchiude, si nasconde uno scandalo non confessato. Le persone che i nostri governi stanno etichettando come “una delle più grandi minacce del nostro tempo” hanno delle storie incredibili da raccontare – e un po’ di giustizia dalla loro parte.

I pirati non sono mai stati quello che noi in realtà crediamo. Nell’“età d’oro della pirateria” – dal 1659 al 1730 – venne creata dal governo britannico, sull’onda di uno spirito propagandistico, l’idea odierna del pirata come un ladro selvaggio e senza scrupoli. Molte persone comuni la ritenevano però non veritiera: i pirati venivano spesso tratti in salvo dalle navi da folle di sostenitori. Perché? Che cosa coglievano loro che a noi non è concesso intendere? Nel suo libro Furfanti di tutti i Paesi [“Villains of All nations”], lo storico Marcus Rediker scava tra le prove per scoprirlo. All’epoca, diventare mercante o marinaio – raccolto dai porti dell’East End londinese, giovane e affamato – significava finire a navigare in un Inferno di legno. Significava lavorare a tutte le ore su una nave sovraccarica e senza cibo, e a concedersi una breve pausa si finiva frustati con il Gatto a Nove Code dal plenipotenziario capitano. I perditempo abituali correvano il rischio di essere gettati in mare. E dopo mesi o anni di tutto questo, spesso si finiva con l’essere imbrogliati sulla paga. Prosegui la lettura…

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Somalia: la Maestrale si scontra con dei Pirati e cattura 9 bucanieri

22 maggio 2009

MILANO - L’equipaggio della fregata italiana Maestrale della marina militare ha catturato un gruppo composto da 9 pirati somali al termine di un conflitto a fuoco al largo delle coste della Somalia.

CONFLITTO A FUOCO - La Maestrale, impiegata nella missione europea antipirateria Atalanta, è intervenuta inviando un elicottero per sventare un attacco dei pirati nel golfo di Aden contro la «Maria K.» una nave cargo battente bandiera di Saint Vincent e Grenadine (Caraibi). I nostri marinai a bordo dell’elicottero hanno prima impedito l’abbordaggio al mercantile, poi ingaggiato un conflitto a fuoco con i pirati costringendoli alla resa. Attualmente i bucanieri sono prigionieri a bordo della fregata Maestrale in attesa di sapere dove verranno portati per il processo: se in Italia o in un altro Paese. E’ la prima volta che una nave della Marina italiana cattura un gruppo di pirati somali.

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Fiat: «Meno di 10mila gli esuberi» Berlino: «Magna? Nessun favorito»

22 maggio 2009

Fiat_LogoBERLINO - Sarà complessivamente inferiore a 10 mila unità, distribuita in tutta Europa e in maniera progressiva nel tempo, la riduzione degli organici prevista dall’offerta Fiat per la Opel. Lo precisa il Lingotto in relazione a «notizie errate che indicano in 18 mila il numero degli esuberi in Germania, nel caso in cui l’offerta Fiat per la Opel fosse accolta». «Si tratta - sottolinea la nota della Fiat - di una informazione totalmente falsa». L’impatto in Germania del piano sarà quindi relativamente più basso di questa cifra, cioè di 10 mila esuberi.

FIOM - «Non conoscendo che cosa la Fiat intenda fare nel suo piano industriale, ribadiamo che ci vuole un incontro e che non è possibile pensare a chiusure nel nostro Paese». Così il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, commenta la precisazione della Fiat. Rinaldini ricorda che, in occasione del congresso internazionale dei metalmeccanici a Goteborg, domenica si terrà una riunione dei sindacati coinvolti nella vicenda Fiat per fare il punto. Non è escluso che vengano decise iniziative di mobilitazione comune.

IL GOVERNATORE DELL’ASSIA - Il numero dei presunti esuberi nell’ambito del piano di acquisione di Opel era visto dai commentatori tedeschi come uno dei punti deboli del progetto del Lingotto. Ora la smentita di Torino ristabilisce la verità, anche se dalla Germania continuano ad arrivare dichiarazioni di una preferenza tedesca per l’offerta della società di componentistica austro-canadese Magna. «Magna è in pole position rispetto a Fiat» annuncia ad esempio Roland Koch alla radio tedesca: secondo il governatore del Land dell’Assia, dove risiedono alcuni degli stabilimenti Opel, c’è «una chiara classifica» degli offerenti per la casa automobilistica tedesca, con il gruppo austro-canadese che in questo momento sarebbe avvantaggiato rispetto al Lingotto.

«MAGNA IN POLE» - «Credo che ci sia una classifica secondo cui l’offerta da parte di Magna sia la più vicina alle speranze e ai desideri dell’area politica tedesca, ma anche dei lavoratori», ha dichiarato Koch. «C’è un’offerta molto interessante da parte di un investitore finanziario parte del gruppo Ripplewood», ha aggiunto, riferendosi alla filiale belga del gruppo americano. «E sicuramente alcuni sono delusi dal fatto che l’offerta di Fiat sia molto lontana da quanto sperato. È un’offerta che richiede un nuovo ripensamento se vorrà essere considerata. C’è una chiara classifica».

BERLINO: NESSUNA GRADUATORIA - Al momento, ha però puntualizzato il portavoce del governo tedesco, Thomas Steg, «non ci sono favoriti» per la corsa a Opel. Steg ha aggiunto che l’esecutivo «si prenderà tutto il tempo di cui ha bisogno» per valutare le offerte.

OFFERTA CINESE - Il governo, inoltre, non sarebbe a conoscenza di una proposta cinese per la casa automobilistica tedesca. Sarebbe la Beijing Automotive Industry Corp (Baic), che secondo il Financial Times avrebbe inviato una lettera in cui esprime interesse per rilevare una quota nella casa tedesca, assieme al resto delle attività in Europa di General Motors. La missiva sarebbe stata recapitata a Commerzbank, advisor per conto di Gm sulle cessioni, ma nella giornata di giovedì, ovvero con un giorno di ritardo rispetto al termine fissato per presentare le offerte.

IL PIANO DI MAGNA - Intanto però si precisano i contorni del piano di Magna che punterebbe al 20% di Opel. Lo riporta l’agenzia Reuters, citando l’amministratore delegato della società canadese Siegfried Wolf, secondo il quale il piano prevede che le restanti quote di Opel sarebbero suddivise fra General Motors, la russa Sberbank e i dipendenti. In particolare - riporta Reuters - a Gm andrebbe un 35% e a Sberbank un altro 35%. Ai dipendenti andrebbe il restante 10% della società e nessuno dei quattro impianti Opel in Germania sarebbe chiuso. Nell’operazione Magna e Sberbank potrebbero investire 700 milioni di euro.

LE INDISCREZIONI - In precedenza, Sergio Marchionne aveva dichiarato che «la Fiat ha più del 50% di possibilità di farcela nella sfida per Opel». Tuttavia, all’indomani della presentazione delle offerte, lo «Spiegel online» aveva riferito che la Gm avrebbe già scelto il suo candidato di punta - proprio il consorzio Magna-Gaz - relegando al terzo ed ultimo posto dei piani preferiti quello del Lingotto. Naturalmente si tratta di un’indiscrezione non confermata, come tante che in queste ore circolano a Detroit e Berlino, ma solo qualche ora dopo la sua pubblicazione Marchionne ha assicurato proprio al settimanale tedesco: «Noi manterremo tutte le quattro fabbriche della Opel in Germania». Per Torino, quindi, la partita si gioca ancora sulle garanzie all’occupazione.

OFFERTA FIAT ANCHE PER LE ATTIVITA’ DI GM IN AMERICA LATINA - Intanto da Torino fonti industriali hanno indicato che Fiat ha anche presentato un’offerta per le attività sudamericane di General Motors in Brasile e Argentina. Nel 2008 la casa americana ha venduto circa 1,2 milioni di veicoli in America Latina, mentre Fiat ne ha commercializzati oltre 700mila, sopratutto in Brasile.

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l’impossibile processo a Berlusconi: Seconda Parte

20 maggio 2009

ROMA - C’è «grande indignazione» tra le persone comuni perché Berlusconi «pensa ai propri problemi e non a quelli delle persone, come dimostra la sollecitudine con cui ha fatto approvare il Lodo Alfano». Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza sul caso Mills (l’avvocato inglese condannato per corruzione perché, secondo i giudici, avrebbe mentito al fine di proteggere il Cavaliere), Dario Franceschini attacca il premier. Al termine di una visita al mercato rionale di Centocelle, un quartiere popolare della Capitale, il segretario del Partito democratico riferisce di un «senso di grande indignazione, perché le persone si aspettano che i politici si occupino dei loro problemi».

Il documento - Il testo della sentenza (in pdf)

POLVERONE - Il premier ha dichiarato che riferirà in Parlamento (anche se al momento non ha specificato in quale occasione)? Secondo Franceschini, il premier «dall’inizio della legislatura non ha trovato nemmeno due minuti per venire in Parlamento a parlare della crisi e dei problemi degli italiani, e ora vuole venire in aula per autoassolversi e sollevare un polverone; e il Lodo Alfano lo ha fatto approvare in tre giorni». «Chi fa politica - ha concluso Franceschini - deve occuparsi dei problemi delle persone e non sempre dei propri problemi».

DI PIETRO - Anche secondo Antonio Di Pietro «Berlusconi come tutti gli italiani deve andare a difendersi in tribunale. Se Berlusconi viene ad accusare la magistratura in Parlamento - afferma il leader dell’Italia dei Valori - è un attacco alla Costituzione e una violazione al principio della divisione dei poteri. I presidenti delle Camere non devono permettere che avvenga, altrimenti si rendono assenti nel difendere le prerogative del Parlamento».

GHEDINI - A Franceschini e Di Pietro arriva la replica a distanza del legale del premier e parlamentare del Popolo della Libertà, Niccolò Ghedini: «Certamente Berlusconi non ha alcuna intenzione di portare il processo in sede parlamentare - dichiara ad Affaritaliani.it - Credo che abbia intenzione di fare un discorso di natura politica, quindi sui problemi che si incontrano quando il codice non prevede dei rimedi ove vi siano dei giudici che hanno già espresso un orientamento di tipo politico e di contrasto nei confronti di colui che vanno a giudicare».
Ghedini poi replica anche all’Anm spiegando che quelle dell’Anm «sono indicazioni assolutamente infondate e sbagliate». «Il presidente del Consiglio - dice Ghedini- ha criticato infatti la decisione di un giudice che politicamente si è già esposto».

CASINI - Sul tema interviene anche Pier Ferdinando Casini. «Rispetto a una motivazione della sentenza Mills, tutto sommato annunciata - afferma il leader dell’Udc el corso di Omnibus - mi sembra molto più scandaloso che si provveda a una sorta di occupazione della televisione di Stato». «Se guardiamo a quello che sta succedendo - prosegue - la lottizzazione del passato è un fatto nobile; oggi si fanno nomine unicamente con una logica di bilancino all’interno del partito di maggioranza». Prosegui la lettura…

Ora è ufficiale, Mills fu corrotto da Berlusconi

19 maggio 2009

Da quello che sò, questo è uno dei pochi processi che Berlusconi non sia riuscito a far mandare a monte

Cronista:«A questo punto non sarebbe meglio farsi processare?»
Berlusconi: Su questa cosa mi infurio. Lo posso giurare sui miei figli. Non perdo tempo a risponderle.

Silvio, perdi tempo al popolo italiano che ti ha dato il voto, e spiegaci come mai non ti vuoi far processare, forse perchè hai davvero corrotto David Mills?

MILANO - «È una sentenza semplicemente scandalosa, contraria alla realtà, come sono certamente sicuro sarà accertato in appello per quanto riguarda il signor Mills». In conferenza all’Aquila, Silvio Berlusconi rompe il silenzio, durato una mattinata, sulla sentenza di condanna dell’avvocato inglese David Mills che lo vede coinvolto. Il premier scandisce la parola «scandalosa» riferendosi a quelle 400 pagine di motivazioni depositate in giornata (scarica in pdf) che hanno portato alla condanna di Mills a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari. Agì «da falso testimone» - si legge nelle motivazioni di condanna -«per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati. Dall’altro lato (Mills) ha contemporaneamente perseguito il proprio vantaggio economico».

«NESSUN VERSAMENTO» - «Ci sarà un appello, ci sarà un altro giudice e io sono sereno. Se c’è un fatto indiscutibile è che non c’è stato alcun versamento di nessuno al signor Mills» si è difeso il premier dall’Aquila. «Durante il processo è stato spiegato chi aveva dato i soldi, è stato individuato il tragitto dei soldi, sono state individuate le azioni fatte da Mills su questi soldi e il fisco inglese ha costretto il signor Mills a pagare imposte, considerando questa entrata un suo compenso professionale. Se fosse stata una donazione, il signor Mills non avrebbe dovuto pagare alcuna imposta. E se questo non vi basta…» ha aggiunto il Cavaliere. Berlusconi ha confermato l’intenzione (già annunciata in mattinata) di riferire in Parlamento sulla vicenda. «In quella sede - ha spiegato il Cavaliere - dirò finalmente quanto da tempo penso a proposito di certa magistratura».

LA VICENDA- Al centro del procedimento che riguarda Mills c’è l’accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 avrebbe fatto inviare 600.000 dollari all’avvocato inglese come ricompensa per non aver rivelato in due processi (All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza, con l’avvocato inglese in qualità di testimone e quindi con l’obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla), le informazioni su due società off- shore usate da Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri. Si legge in un passaggio delle motivazioni: «Il fulcro della reticenza di David Mills in ciascuna delle sue deposizioni sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società off-shore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti». E poi continua: «David Mills ha ricevuto enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali, da Fininvest e da Silvio Berlusconi, fin dagli anni 1995 - 1996, e quindi da un’epoca anteriore a quella delle sue deposizioni nei procedimenti tenuti a Milano» che vedevano imputato il premier. Dal medesimo procedimento la posizione di Silvio Berlusconi è stata stralciata in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla legittimità del lodo Alfano riguardante le quattro più alte cariche dello Stato. Il dibattimento nei confronti di Berlusconi è quindi stato sospeso.

REAZIONI - Le 400 pagine scritte da giudici di Milano sul caso Mills tengono banco nel dibattito politico. Il Pd chiede al premier di rinunciare al lodo Alfano. Berlusconi «venga in Parlamento, ma venga a dire: ‘io rinuncio ai privilegi del lodo Alfano e mi sottopongo a un giudizio come tutti i normali cittadini”» è la richiesta del leader dei democratici Dario Franceschini. «Berlusconi è un corruttore giudiziario che si è fatto una legge per non farsi processare, rinunci all’immunità del Lodo Alfano o si dimetta» è la posizione del leader dell’Idv Antonio Di Pietro. Pdl e Lega fanno quadrato attorno al presidente del Consiglio, chiedendo un no secco alle strumentalizzazioni e piena difesa del premier. Popolo della libertà e Lega hanno replicato in modo netto agli attacchi portati dall’opposizione nell’aula di Montecitorio nei confronti del presidente del Consiglio. Per Sandro Bondi coordinatore nazionale del Pdl, «ancora una volta teoremi giudiziari tanto infondati quanto perseguiti con ostinazione intervengono, specialmente alla vigilia di appuntamenti elettorali, a condizionare e turbare pesantemente la vita politica italiana». Prosegui la lettura…

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