BERLINO - Sarà complessivamente inferiore a 10 mila unità, distribuita in tutta Europa e in maniera progressiva nel tempo, la riduzione degli organici prevista dall’offerta Fiat per la Opel. Lo precisa il Lingotto in relazione a «notizie errate che indicano in 18 mila il numero degli esuberi in Germania, nel caso in cui l’offerta Fiat per la Opel fosse accolta». «Si tratta - sottolinea la nota della Fiat - di una informazione totalmente falsa». L’impatto in Germania del piano sarà quindi relativamente più basso di questa cifra, cioè di 10 mila esuberi.
FIOM - «Non conoscendo che cosa la Fiat intenda fare nel suo piano industriale, ribadiamo che ci vuole un incontro e che non è possibile pensare a chiusure nel nostro Paese». Così il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, commenta la precisazione della Fiat. Rinaldini ricorda che, in occasione del congresso internazionale dei metalmeccanici a Goteborg, domenica si terrà una riunione dei sindacati coinvolti nella vicenda Fiat per fare il punto. Non è escluso che vengano decise iniziative di mobilitazione comune.
IL GOVERNATORE DELL’ASSIA - Il numero dei presunti esuberi nell’ambito del piano di acquisione di Opel era visto dai commentatori tedeschi come uno dei punti deboli del progetto del Lingotto. Ora la smentita di Torino ristabilisce la verità, anche se dalla Germania continuano ad arrivare dichiarazioni di una preferenza tedesca per l’offerta della società di componentistica austro-canadese Magna. «Magna è in pole position rispetto a Fiat» annuncia ad esempio Roland Koch alla radio tedesca: secondo il governatore del Land dell’Assia, dove risiedono alcuni degli stabilimenti Opel, c’è «una chiara classifica» degli offerenti per la casa automobilistica tedesca, con il gruppo austro-canadese che in questo momento sarebbe avvantaggiato rispetto al Lingotto.
«MAGNA IN POLE» - «Credo che ci sia una classifica secondo cui l’offerta da parte di Magna sia la più vicina alle speranze e ai desideri dell’area politica tedesca, ma anche dei lavoratori», ha dichiarato Koch. «C’è un’offerta molto interessante da parte di un investitore finanziario parte del gruppo Ripplewood», ha aggiunto, riferendosi alla filiale belga del gruppo americano. «E sicuramente alcuni sono delusi dal fatto che l’offerta di Fiat sia molto lontana da quanto sperato. È un’offerta che richiede un nuovo ripensamento se vorrà essere considerata. C’è una chiara classifica».
BERLINO: NESSUNA GRADUATORIA - Al momento, ha però puntualizzato il portavoce del governo tedesco, Thomas Steg, «non ci sono favoriti» per la corsa a Opel. Steg ha aggiunto che l’esecutivo «si prenderà tutto il tempo di cui ha bisogno» per valutare le offerte.
OFFERTA CINESE - Il governo, inoltre, non sarebbe a conoscenza di una proposta cinese per la casa automobilistica tedesca. Sarebbe la Beijing Automotive Industry Corp (Baic), che secondo il Financial Times avrebbe inviato una lettera in cui esprime interesse per rilevare una quota nella casa tedesca, assieme al resto delle attività in Europa di General Motors. La missiva sarebbe stata recapitata a Commerzbank, advisor per conto di Gm sulle cessioni, ma nella giornata di giovedì, ovvero con un giorno di ritardo rispetto al termine fissato per presentare le offerte.
IL PIANO DI MAGNA - Intanto però si precisano i contorni del piano di Magna che punterebbe al 20% di Opel. Lo riporta l’agenzia Reuters, citando l’amministratore delegato della società canadese Siegfried Wolf, secondo il quale il piano prevede che le restanti quote di Opel sarebbero suddivise fra General Motors, la russa Sberbank e i dipendenti. In particolare - riporta Reuters - a Gm andrebbe un 35% e a Sberbank un altro 35%. Ai dipendenti andrebbe il restante 10% della società e nessuno dei quattro impianti Opel in Germania sarebbe chiuso. Nell’operazione Magna e Sberbank potrebbero investire 700 milioni di euro.
LE INDISCREZIONI - In precedenza, Sergio Marchionne aveva dichiarato che «la Fiat ha più del 50% di possibilità di farcela nella sfida per Opel». Tuttavia, all’indomani della presentazione delle offerte, lo «Spiegel online» aveva riferito che la Gm avrebbe già scelto il suo candidato di punta - proprio il consorzio Magna-Gaz - relegando al terzo ed ultimo posto dei piani preferiti quello del Lingotto. Naturalmente si tratta di un’indiscrezione non confermata, come tante che in queste ore circolano a Detroit e Berlino, ma solo qualche ora dopo la sua pubblicazione Marchionne ha assicurato proprio al settimanale tedesco: «Noi manterremo tutte le quattro fabbriche della Opel in Germania». Per Torino, quindi, la partita si gioca ancora sulle garanzie all’occupazione.
OFFERTA FIAT ANCHE PER LE ATTIVITA’ DI GM IN AMERICA LATINA - Intanto da Torino fonti industriali hanno indicato che Fiat ha anche presentato un’offerta per le attività sudamericane di General Motors in Brasile e Argentina. Nel 2008 la casa americana ha venduto circa 1,2 milioni di veicoli in America Latina, mentre Fiat ne ha commercializzati oltre 700mila, sopratutto in Brasile.